Ogni collettore che esce dal nostro laboratorio di Maranello racconta una storia. Oggi vi porto dietro le quinte della creazione di un collettore per Ferrari F430.
Fase 1: Analisi e Progettazione
Prima ancora di toccare un tubo, passiamo ore a studiare il motore. Il V8 da 4200 cm³ della F430 ha caratteristiche uniche:
8.500 giri/min di regime massimo
Distribuzione con variatori di fase in aspirazione e scarico
Aspirazione con condotti a lunghezza variabile
Ogni elemento influenza la lunghezza e il diametro dei tubi.
Fase 2: Selezione dei Materiali
Per la F430 usiamo acciaio AISI 304L da 1,5mm. Perché?
Resistenza alle alte temperature (fino a 900°C in condizioni di esercizio)
Ottima saldabilità
Resistenza alla corrosione
Fase 3: Piegatura
Ogni curva è realizzata con una macchina piegatubi, non a settori.
Perché? Le curve piegate con la piegatubi sono lisce, non presentano rilievi interni che comparirebbero con le curve a settori e minimizzano le turbolenze interne.
Fase 4: Saldatura TIG
La saldatura TIG (Tungsten Inert Gas) e l'unica che usiamo. Richiede più tempo, ma garantisce:
Penetrazione perfetta
Nessuna porosità
Finitura estetica superiore
Il Risultato
Il prodotto finito è la rappresentazione di tutta l'esperienza di Fausto Lettieri: combina resistenza meccanica, una finitura estetica molto curata con il guscio in acciaio inox che racchiude la coibentazione in feltro di silice.
La costruzione è quella migliore per i V8 con albero piatto: 4 primari che diventano 2 secondari ed infine un'unica uscita per bancata che converge nei catalizzatori.
In questo modo, ogni volta che una pulsazione raggiunge un'uscita, si crea una depressione che "tira fuori" la pulsazione successiva. Solo con questo tipo di configurazione si riesce a sfruttare il fenomeno dello scavenging due volte per ciclo completo di combustioni.